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Prepararsi all'inverno: si può pedalare col freddo?

giovedì 22 ottobre 2020

Liv

Quando inizia ad arrivare il freddo tante di noi pensano di rinunciare a pedalare... in realtà SI PUO' FARE!!! by Giulia Cicchiné, @lacicchiné

In TV c’è il Giro d’Italia, terza settimana di montagne e tra poco si deciderà la Maglia Rosa 2020. Fuori dalla finestra un timido sole a giorni alterni. Siamo pronti alla prova costume e alle lunghe distanze? Decisamente no. Nonostante il Giro e i pochi sprazzi di calore non è giugno anzi, ci stiamo velocemente avvicinando a Novembre e in un anno strano, questo periodo non può che metterci “spalle a muro”.

Diciamoci la verità, guardare le corse in tv, ammirare i professionisti in pantaloncini e magliettina scalare lo Stelvio o il vecchio Kwaremont, ci fa comunque venire voglia di prenderci i nostri QOM (o KOM) quotidiani. Poi la nebbia, il fresco, le giornate più corte e tendenzialmente brutte ci trattengono a casa tra rulli, film e cioccolata calda.

Ti svelo un segreto, pedalare in inverno si può e credimi, è anche figo. 

Partiamo dal presupposto che io non sono mai stata una grande fan delle pedalate al freddo. Per me ci sono sempre stati “gli sport estivi” e “gli sport invernali” e il ciclismo ha sempre fatto parte della mia routine da marzo a ottobre. Quest’anno invece mi sono imposta di continuare ad allenarmi anche nei mesi più freddi per non perdere la forma e per soddisfare la mia voglia di ciclismo anche quando questo non c’è in tv.

Spiegone: come ci si prepara all’inverno? 

Disclaimer: non parlerò di allenamenti, integrazione e recupero perché non sono la persona adatta ma vi elencherò le mie routine da “ciclista media” che possano essere utili a tutte.

PRIMA DELLA PEDALATA

COLAZIONE, scaldatevi!

Le mie pedalate invernali, e spero anche le vostre, sono sempre di mattina perché uscire al tramonto non è proprio la condizione perfetta. Dunque il mio pre-bici parte dalla colazione. La mia colazione prevede sempre qualcosa di caldo, anche perchè bici o non bici, alzarsi dal letto e arrivare in cucina è un po’ come la cavalcata verso Grande Inverno (cit da Il Trono di Spade). Tendo a bere molto di mattina perché voglio darmi la giusta idratazione e avere la carica dell’acqua che sembra una cavolata ma non lo è. Seppur non ce ne accorgiamo, anche in inverno si suda e il nostro corpo, come la nostra pelle, ha bisogno di restare idratato. Bere sin dal risveglio è una buona abitudine da avere. 



ABBIGLIAMENTO, cipolla! 

Vi ricordate alle gite scolastiche delle elementari quando le nostre mamme ci dicevano di “vestirci a cipolla”? Bene. Ripartiamo da lì.

Consiglio: uscire sempre tanto vestiti, anche se può sembrare troppo per il clima. Si fa sempre in tempo a spogliarsi, molto più velocemente del rivestirsi (con cose che forse non abbiamo portato con noi in sella).

L’autunno col primo freddo è quella stagione dell’anno in cui non sai mai come vestirti perché il tempo è talmente variabile che sbagliare abbigliamento risulta molto semplice. Il consiglio di ogni ciclista a un neofita quindi è quello di vestirsi a cipolla con delle “componenti fisse” e “componenti variabili”.

Fisse
Canottiera a manica lunga. Ce ne sono di tantissimi modelli e gradi di calore. Io consiglio di comprarne almeno un paio, una “spring/fall” e una “winter”. Ci sono anche le mezze misure come “ultra o early season” ma per me non valgono molto la pena (e i soldi).  

Maglia a manica lunga. Qui è doveroso fare la distinzione tra “Long Sleeve” e “Jacket”. La prima è una maglia leggermente più pesante della classica estiva ma è appunto a maniche lunghe e tendenzialmente con uno strato di antivento. La seconda è una giacca invernale, imbottita, pesante, antiacqua e protettiva a 360°. Io, che sono freddolosa, opto sempre per la seconda anche se c’è il sole perché preferisco sentire un po’ di tepore che il fresco addosso. 

Calzamaglia o ¾ invernali. Non c’è gambale o manicotto che tenga (ne parlerò sotto) per me il pantalone “intero” è un must di stagione. Mi piace il comfort di un pantalone unico, caldo, impermeabile che riesca a tenere coperta ogni parte del mio corpo. Le calzamaglia delle migliori marche poi hanno anche le bretelle felpate o addirittura il body che copre anche la pancia e la schiena. Di conseguenza non consiglierei mai un accrocchio di pantaloni corti + gambale quando la calzamaglia può fornire protezione e calore al 100%. Se la domanda è: calzamaglia o ¾? La risposta è: dipende quanto siete alte, è brutto da dire ma è così. Io sono 165cm ma ho i fianchi larghi e non indosso taglie piccole, e spesso la calzamaglia di alcuni marchi è troppo lunga per me e “risvoltino” nel ciclismo non esiste. Dunque, rovate e provate! 

Accessori. L’essenziale per le uscite invernali è rappresentato, per me, da calzini pesanti, guanti, fascia per le orecchie/berretto, fascia scalda collo, puntali.
Le appendici sono le prime parti del corpo che vengono a contatto con l’aria e per quanto possa sembrare strano, il freddo sentito in parti così piccole può fare la differenza. Io sono sempre stata quella che usciva con meno roba possibile per poi tornare a casa ghiacciata. 
Consiglio quindi a tutti di uscire, anche solo in tasca, con un paio di guanti, fascia e puntali, che pedalare con le orecchie e i piedi ghiacciati è una sensazione che non auguro a nessuno.

Variabili
Mantellina/smanicato: entrambe se prese di una buona marca, possono portare allo stesso obiettivo, ossia non bagnarsi se piove e ripararsi dal freddo. L’unica differenza sta nella lunghezza delle maniche. Io uso lo smanicato in discesa in primavera/estate, per non prendere tanto freddo in pancia e schiena. Nelle stagioni più fredde si usa la mantellina a maniche lunghe che ha anche la capacità di trattenere il calore e quindi è uno strano di protezione in più. Perché la metto tra le variabili? Perchè dipende dal meteo. Se piove o potrebbe farlo, la porto con me. Altrimenti no e contro il freddo scelgo maglie e canottiere pesanti. 

Gambali e manicotti: servono per coprire le parti nude di un abbigliamento corto ma, come dicevo sopra, io non sono fan di questi “accrocchi”. Certa che manicotti e gambali siano stati creati per i professionisti che in 250km di gara possono trovare diverse condizioni meteo e devono avere la prontezza di cambiarsi in pochi istanti, gambali e manicotti sono perfetti. Per me e per tutti quei ciclisti che girano intorno casa e che si dilettano.

Copriscarpe: mantiene il piede caldo, dalla punta al tallone. Ce ne sono di due tipi, uno che sembra un calzino e l’altro più simile ad uno stivaletto da montagna. Il primo è prettamente indicato per il caldo, l’altro per protezione da vento, freddo e pioggia. Non lo metto tra le componenti “fisse” perché a volte è un po’ too much… 


DOPO LA PEDALATA

Quando si torna a casa da una pedalata invernale, con le basse temperature, foschia e nebbiolina, sentiamo subito il freddo nelle ossa ma non ci rendiamo conto del sudore che, soprattutto con le basse temperature, può essere un grande nemico delle nostre biciclettate. Di conseguenza, la prima cosa da fare è una bella doccia calda ma non bollente, giusto per portare il corpo in un range di temperatura accettabile.

Durante la giornata poi, consiglio di continuare a bere cose possibilmente calde per mantenere il corpo idratato e per non perdere la sensazione di tepore “conquistata” dopo il nostro giorno. Mangiate, bevete e dormite. Semplici passi per essere pronti ad affrontare il Grande Inverno anche la mattina successiva.

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